Il telescopio VLT
conferma che il 90% delle galassie è invisibile
Novità dal
telescopio dell'ESO in Cile
Misteri e domande
dal mondo delle galassie. Nelle osservazioni
delle isole stellari c’era il dubbio che
qualcuna sfuggisse al conto. Il dubbio era
legittimo perché ora con il telescopio VLT dell’Eso,
in Cile, si è addirittura scoperto che il 90%
delle galassie lontane non si riesce a vedere.
Nella caccia si cercava di rilevare la luce
emessa dall’idrogeno che gli astrofisici
chiamano “riga Lyman-alfa”. Adesso si è visto
che la radiazione viene intrappolata dalle
galassie più remote al 90% e quindi da Terra non
si scorgono. Con questa valutazione precisa si
dovranno rifare i conti, scrivono gli autori
sulla rivista Nature, e il cielo risulterà più
affollato.
LUMINOSITA' 100 VOLTE SUPERIORE
ALLA VIA LATTEA - Sempre su Nature si racconta che gli
scienziati della Durham University britannica scrutando, sempre
con i telescopi in Cile, quattro regioni della galassia “SMM
J2135-0102” hanno trovato che ciascuna di esse è cento volte più
luminosa della nostra galassia Via Lattea ai confini della quale
noi abitiamo. Tuttavia, mentre rimane misterioso il motivo per
cui le stelle di queste zone si formino tanto rapidamente, gli
studiosi sono d’accordo nel dire che gli astri si formavano in
maniera più efficiente quando l’universo era più giovane
rispetto ad oggi.
23 MARZO
2010:
Titano e la sua composizione
di roccia e ghiaccio
La superficie
della luna di Saturno è collinare e ricca
di laghi di metano, che contiene molecole di carbonio
Il primo identikit della luna che
aiuta a decifrare l’origine della Terra finalmente è completato,
grazie anche agli scienziati italiani dell’Università La
Sapienza di Roma. La luna in questione è Titano che ruota
attorno a Saturno. Più grande della nostra Luna (il suo raggio è
infatti di 2.575 chilometri) è anche la seconda come dimensioni
del sistema solare dopo Ganimede che accompagna invece Giove. Ma
la cosa più importante è che Titano si troverebbe, per certi
aspetti, nelle condizioni simili a quelle della Terra nelle sue
origini. Quindi è un ambiente che contiene gli elementi dai
quali sulla Terra è scaturita la vita. Ecco perché la Nasa e
l’Esa europea hanno spedito due sonde unite assieme battezzate
Cassini e Huygens e quest’ultima è scena alla superficie di
Titano trasmettendoci dati interessanti e anche qualche
immagine. Cassini invece è rimasta in orbita saturniana e
continua a scandagliare il pianeta inanellato e anche le sue
lune, Titano compreso.
ROCCIA E GHIACCIO -
«Studiando il comportamento della sonda e la sua velocità con
variazioni di soli cinque millesimi di millimetro¬ - spiega
Luciano Iess – siamo riusciti a ricostruire il campo di gravità
della luna e determinare la sua natura su cui si discuteva da
tempo». Così si è giunti a stabilire che la massa di Titano
formata da roccia e ghiaccio è distribuita in modo omogeneo dal
centro alla superficie. Nella sua storia, inoltre, non ha mai
raggiunto una temperatura elevata la quale è rimasta intorno a
1.200 gradi Kelvin, poco più di 800 gradi centigradi. «E questo
vuol dire – nota Iess - che si è formata in tempi lunghi, circa
un milione di anni o poco più, mentre i pianeti e le altre lune
hanno preso forma più rapidamente». Il panorama di Titano è
collinare perché vi sono elevazioni in genere di 2-300 metri e
le vette più alte raggiungono al massimo gli 800 metri. Niente
catene montuose, dunque, perché se vi fosse ad esempio grandi
iceberg, data la natura del suolo soffice e plastico finirebbero
per sprofondare.
OCEANO LIQUIDO -
Ma c’è un mistero. «Forse sotto la crosta c’è un oceano liquido
– racconta Iess – come ad esempio sulla luna gioviana Europa.
Ora cercheremo di scoprirlo». Intanto in superficie sono
distribuiti laghi di metano e la superficie è spazzata da piogge
metanifere: l’ambiente dunque è infernale però il metano
contiene molecole di carbonio, un elemento necessario alla vita.
Ma da dove viene il metano? «Questo è un altro enigma – aggiunge
Iess - perché dovrebbe scomparire nell’arco di un milione di
anni se non fosse continuamente alimentato. Dunque l’ipotesi è
che vi siano delle sorgenti di metano». Il prossimo obiettivo
della ricerca? «Effettuare misure per scoprire l’eventuale
presenza delle maree». Si aspettano altre scoperte.
Nei giorni 21/22/23 marzo
osserviamo il "Signore degli Anelli" - Saturno in
Opposizione
Tre serate, presso il nostro
Osservatorio, dedicate all'Opposizione di Saturno
GUARDA IL
TRAILER CLICCANDO SUL VIDEO
Tre
serate
speciali,
che si
aggiungono
alle
consuete
serate
mensili,
dedicate
all'osservazione
del
cielo
invernale
e,
soprattutto,
di
Saturno,
in
Opposizione
il
giorno
22
marzo.
Anche se
non
mostrerà
per
intero i
suo
"anelli",
ancora
nella
particolare
configurazione
quasi
"di
taglio",
il
"Signore
degli
Anelli"
non
esiterà
a
regalarci
emozioni
con i
due
potenti
telescopi
messi a
disposizione
dei
visitatori
presso
il
nostro
Osservatorio
Astronomico
"San
Lorenzo".
Per l'occasione, al posto della
consueta "cartolina ricordo", abbiamo realizzato un piccolo
video (vedi sopra): basta cliccarci sopra per aprirlo ed
attendere pochi secondi per il "loading"!
Prenotazione obbligatoria
telefonando al 328.8356836
Osservatorio
Astronomico "San Lorenzo"
Via Agnesi, 1
Casarano (Lecce)
Il Sole sorge e tramonta
rispettivamente ad Est e ad Ovest, e si trova esattamente nel
punto di intersezione tra
equatore celeste ed
eclittica, denominato punto d’Ariete. Il giorno e la notte presentano la stessa durata.
Un equinozio è definito come l'istante in cui il Sole raggiunge una delle due intersezioni tra l'eclittica e l'equatore celeste. La parola "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale". Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni di ogni anno in cui il dì e la notte hanno la stessa durata. Per definire esattamente la lunghezza del giorno, l'alba comincia quando il Sole ha superato di metà l'orizzonte e il tramonto finisce quando il Sole è di metà sotto l'orizzonte. Usando questa definizione, la lunghezza del dì è esattamente 12 ore. Agli equinozi, il Sole sorge all'esatto est e tramonta all'esatto ovest.
Nell'emisfero settentrionale, l'equinozio di marzo (che cade il 20 o 21 Marzo) è l'equinozio di primavera, e l'equinozio di settembre (che cade il 22 o il 23 settembre) è l'equinozio d'autunno; nell'emisfero meridionale, questi termini sono invertiti.
Gli equinozi possono essere considerati anche come punti nel cielo. Anche se la luce diurna nasconde le altre stelle, rendendo difficile vedere la posizione del sole rispetto agli altri corpi celesti, il Sole ha una posizione definita relativa alle altre stelle. Mentre la Terra gira attorno al Sole, l'apparente posizione del Sole si sposta di un intero cerchio nel periodo di un anno. Questo cerchio è chiamato eclittica, ed è anche il piano dell'orbita della Terra proiettato sulla sfera celeste. Gli altri pianeti visibili ad occhio nudo (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno)
sembrano muoversi lungo l'eclittica poiché le loro orbite sono
su un piano simile a quello della Terra.
L'altro cerchio nel cielo è l'equatore celeste, ovvero la proiezione dell'equatore terrestre sulla sfera celeste. Poiché l'asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell'orbita, l'equatore celeste è inclinato rispetto all'eclittica. Due volte l'anno, il Sole incrocia il piano dell'equatore terrestre. Questi due punti sono gli equinozi.
Il punto dell'equinozio di primavera del nostro emisfero è anche chiamato punto vernale (g), punto dell'Ariete o punto gamma (γ). Mentre quello dell'equinozio d'autunno è anche chiamato punto della Bilancia (ω). Tuttavia, a causa della precessione degli equinozi, questi punti non si trovano più nella costellazione da cui prendono il nome.
L'istante nel quale il Sole passa attraverso ogni punto di equinozio può essere calcolato accuratamente, così l'equinozio è un particolare istante, piuttosto che un giorno intero.
19
MARZO
2010:
Una ricerca NASA/Italia,
gli anelli di Saturno sono di acqua e ghiaccio
Svelato il mistero
Gli spettacolari
anelli di
Saturno sono
composti
soprattutto da
acqua
ghiacciata. Lo
dimostra uno
studio
pubblicato su
Science al quale
ha partecipato
anche l'Italia
con Gianrico
Filacchione
dell'Istituto
Nazionale di
Astrofisica (Inaf).
La ricerca,
coordinata dal
Centro Ames
della Nasa, si
basa sui dati
inviati dalla
sonda Cassini,
frutto della
collaborazione
fra Nasa,
Agenzia Spaziale
Europea (Esa) e
Agenzia Spaziale
Italiana (Asi).
Grazie a queste
informazioni è
stato possibile
ricostruire per
la prima volta
struttura,
composizione,
evoluzione e
dinamica degli
anelli di
Saturno. E'
emerso, per
esempio, che le
particelle degli
anelli
principali
(chiamati A e B)
sono costituite
per il 90%-95%
di ghiaccio
d'acqua, mentre
quelle
dell'anello C e
della Divisione
di Cassini sono
contaminate
probabilmente da
carbonio e
silicati di
origine
meteoritica.
Uno dei
principali
misteri degli
anelli di
Saturno,
spiegano Asi e
Inaf, è che le
analisi agli
infrarossi
indicano che gli
anelli sono
composti di
ghiaccio d'acqua
puro, senza
tracce di altri
componenti, come
anidride
carbonica,
ammoniaca o
metano
(osservati
invece in
piccole
percentuali
sulle lune
ghiacciate di
Saturno). Le
analisi condotte
nella luce
visibile,
invece, mostrano
degli anelli
"arrossati",
diversi dal
colore
blu-bianco
tipico del
ghiaccio
d'acqua.
Dall'analisi
condotta da
Filacchione
risulta che il
grado di
arrossamento
degli anelli è
strettamente
legato con
l'intensità
delle bande del
ghiaccio d'acqua
osservate
nell'infrarosso.
Poiché entrambi
questi parametri
aumentano con lo
stesso andamento
nelle regioni
degli anelli più
dense, si può
dedurre che la
natura del
materiale che
assorbe la
radiazione
ultravioletta, e
responsabile
dell'arrossamento,
sia legata al
ghiaccio d'acqua
presente nelle
particelle.
16 MARZO
2010:
Phobos, la luna di Marte,
fotografato dalla sonda Mars Express
Dal fly-by del 7
marzo, il sesto sulla maggiore delle lune di Marte, è stato
attivato lo strumento HRSC
Prosegue il
lavoro di
Mars
Express,
la sonda
“marziana” dell’ESA
realizzata con
un importante
contributo dell’ASI.
Dopo aver
effettuato il 3
marzo scorso
il fly-by più
ravvicinato di
sempre
a Phobos
(la più grande
delle lune del
“pianeta
rosso”), il 7
marzo è stata
attivata la
camera di bordo
ad alta
risoluzione
HRSC
(High Resolution
Stereo Camera),
con la quale
sono state
scattate le
ultime immagini
disponibili del
satellite
marziano.
Nell’immagine
qui a sinistra è
evidenziata la
supposta area di
atterraggio per
la missione
russa “Phobos
Grunt”,
incaricata di
portare reperti
minerali del
satellite sulla
Terra e il cui
lancio è in
programma per il
2011.
L’”avvicinamento”
del sette
marzo si
è spinto fino a
107 km dalla
superficie di
Phobos ed è per
la sonda ESA
solo il sesto
dei dodici in
programma.
Tutte le “foto”
qui riprodotte sono state “scattate” a
130 km di distanza
dall’obbiettivo, con una risoluzione
spaziale di circa 4,4 metri per
pixel.
12 MARZO
2010:
400 anni fa Galileo
Galilei pubblicava il "Sidereus Nuncius"
12 marzo 1610: il trattato di
Astronomia più famoso della storia scientifica
Il
Sidereus Nuncius (che si potrebbe tradurre in italiano
Annuncio sugli astri) è un trattato di
astronomia scritto da
Galileo
Galilei e pubblicato il
12 marzo1610.
Grazie alla sua
competenza nel fabbricare
lenti,
Galileo, che allora insegnava all'università
di Padova, si dedicò con eccezionale alacrità al
perfezionamento del suo "cannocchiale"
e poté finalmente puntarlo verso il cielo utilizzandolo
altrettanto magistralmente in campo astronomico.Durante le notti serene dell'autunno e dell'inverno
successivi, scrutò sbalordito la volta stellata effettuando
osservazioni talmente rivoluzionarie da far crollare l’intera
impalcatura dell’astronomia e della
cosmologia aristotelico-tolemaica.
Individuò delle
rugosità (montagne e crateri) sulla superficie della
Luna,
fino ad allora ritenuta completamente liscia e composta di
materia celeste incorruttibile. Poi, con l'osservazione delle
luci e delle ombre proiettate dalla Terra sulla Luna, capì il
movimento relativo fra i due corpi celesti. Passando quindi
all'analisi della
Via
Lattea. Infine focalizzò la sua attenzione su
Giove,
di cui scoprì 4 satelliti naturali battezzati prima "pianeti
cosmici" e poi "pianeti
medicei"
e, correlando la natura di tali satelliti a quella della Luna,
stabilì che Giove era un pianeta simile alla Terra fra altri
pianeti simili.
Nel suo latino
asciutto e misurato, Galileo annunziò al mondo queste
strabilianti scoperte nel Sidereus Nuncius. Il suo
trattato ebbe una eco immediata e vastissima divenendo un
pilastro della "nuova" scienza. Già all'indomani della sua
pubblicazione l'ambasciatore inglese a Venezia, sir
Henry
Wotton, inviava a re
Giacomo I
una copia del volume anticipandogliene il contenuto ed
evidenziandone la clamorosa importanza: «di queste cose, qui si
discute in ogni dove... E l'autore rischia di diventare o
eccezionalmente famoso o eccezionalmente ridicolo».
Nonostante
qualche inevitabile polemica, Galileo vide riconosciute le sue
scoperte da
Keplero,
divenne famoso in tutto il mondo (perfino in
Cina,
dove fu conosciuto come Chia-Li-Lueh) e, dopo il ritorno in
Toscana
come matematico e filosofo di corte del granduca Cosimo II de'
Medici, fu accolto in pompa magna a
Roma,
dove entrò a far parte della prestigiosissima
Accademia
dei Lincei.
Qui tuttavia
cominciarono i
suoi problemi
con il
Sant'Uffizio,
la congregazione
pontificia che
si occupava
delle
eresie.
7 MARZO
2010:
Il terremoto del Cile ha
accorciato il giorno e spostato l'asse terrestre
La Terra gira più
velocemente e le giornate si sono accorciate di 1,26 milionesimi
di secondo
Come avviene in
tutti i grandi terremoti, anche il sisma di
8,8 gradi della scala Richter di sabato
scorso al largo delle coste del Cile ha
spostato l'asse terrestre e modificato la
durata del giorno. La differenza è stata
calcolata tramite un modello matematico
complesso da Richard Gross del Jet
Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in
California.
GIORNI PIÙ CORTI - Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l'interno della Terra. Come avviene nei pattinatori quando, durante la trottola, portano le braccia al petto e aumentano la velocità di rotazione, così capita al nostro pianeta. Masse più vicine al centro della Terra determinano una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno. Per la precisione, hanno calcolato Gross e i suoi colleghi del Jpl, il giorno si è accorciato di 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Una differenza molto piccola, ma permanente, che è addirittura sotto la soglia dell'osservazione diretta strumentale, che è di 5 microsecondi.
ASSE
DI ROTAZIONE - Il terremoto ha avuto conseguenze anche
sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7
millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi,
presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia,
l'asse terrestre si è spostato di ben 12 centimetri.
EFFETTI - Questi cambiamenti, però, sono troppo piccoli
per incidere in alcun modo sulla vita umana né sull'ambiente
fisico terrestre. Boschi aggiunge che per ora i dati riportati
sono stime e «stiamo aspettando le verifiche sperimentali che
saranno effettuate nel centro dell’Agenzia spaziale italiana di
Matera»
4 MARZO
2010:
C'è ghiaccio d'acqua sul polo
nord della Luna
Esperti della
NASA: creazione e conservazione acqua sono processi attivi
Ci sono depositi
di ghiaccio
d'acqua in oltre
40 crateri
disseminati
vicino al Polo
Nord della
Luna.La
scoperta,
annunciata dalla
Nasa, si deve ai
dati pubblicati
sulla rivista
Geophysical
Research Letters.
Sono stati
raccolti dalla
sonda indiana
Chandrayaan-1,
che a settembre
aveva scoperto
l'acqua sulla
Luna. Adesso
emerge che sulla
Luna la
creazione, la
migrazione, i
depositi e la
conservazione
dell'acqua sono
processi attivi.