le ASTRONEWS: archivio marzo 2010

 

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    27 MARZO 2010:
 Il telescopio VLT conferma che il 90% delle galassie è invisibile

Novità dal telescopio dell'ESO in Cile

Misteri e domande dal mondo delle galassie. Nelle osservazioni delle isole stellari c’era il dubbio che qualcuna sfuggisse al conto. Il dubbio era legittimo perché ora con il telescopio VLT dell’Eso, in Cile, si è addirittura scoperto che il 90% delle galassie lontane non si riesce a vedere. Nella caccia si cercava di rilevare la luce emessa dall’idrogeno che gli astrofisici chiamano “riga Lyman-alfa”. Adesso si è visto che la radiazione viene intrappolata dalle galassie più remote al 90% e quindi da Terra non si scorgono. Con questa valutazione precisa si dovranno rifare i conti, scrivono gli autori sulla rivista Nature, e il cielo risulterà più affollato.
LUMINOSITA' 100 VOLTE SUPERIORE ALLA VIA LATTEA - Sempre su Nature si racconta che gli scienziati della Durham University britannica scrutando, sempre con i telescopi in Cile, quattro regioni della galassia “SMM J2135-0102” hanno trovato che ciascuna di esse è cento volte più luminosa della nostra galassia Via Lattea ai confini della quale noi abitiamo. Tuttavia, mentre rimane misterioso il motivo per cui le stelle di queste zone si formino tanto rapidamente, gli studiosi sono d’accordo nel dire che gli astri si formavano in maniera più efficiente quando l’universo era più giovane rispetto ad oggi.

 

 
    23 MARZO 2010:
Titano e la sua composizione di roccia e ghiaccio

La superficie della luna di Saturno è collinare e ricca
di laghi di metano, che contiene molecole di carbonio

Il primo identikit della luna che aiuta a decifrare l’origine della Terra finalmente è completato, grazie anche agli scienziati italiani dell’Università La Sapienza di Roma. La luna in questione è Titano che ruota attorno a Saturno. Più grande della nostra Luna (il suo raggio è infatti di 2.575 chilometri) è anche la seconda come dimensioni del sistema solare dopo Ganimede che accompagna invece Giove. Ma la cosa più importante è che Titano si troverebbe, per certi aspetti, nelle condizioni simili a quelle della Terra nelle sue origini. Quindi è un ambiente che contiene gli elementi dai quali sulla Terra è scaturita la vita. Ecco perché la Nasa e l’Esa europea hanno spedito due sonde unite assieme battezzate Cassini e Huygens e quest’ultima è scena alla superficie di Titano trasmettendoci dati interessanti e anche qualche immagine. Cassini invece è rimasta in orbita saturniana e continua a scandagliare il pianeta inanellato e anche le sue lune, Titano compreso.
ROCCIA E GHIACCIO - «Studiando il comportamento della sonda e la sua velocità con variazioni di soli cinque millesimi di millimetro¬ - spiega Luciano Iess – siamo riusciti a ricostruire il campo di gravità della luna e determinare la sua natura su cui si discuteva da tempo». Così si è giunti a stabilire che la massa di Titano formata da roccia e ghiaccio è distribuita in modo omogeneo dal centro alla superficie. Nella sua storia, inoltre, non ha mai raggiunto una temperatura elevata la quale è rimasta intorno a 1.200 gradi Kelvin, poco più di 800 gradi centigradi. «E questo vuol dire – nota Iess - che si è formata in tempi lunghi, circa un milione di anni o poco più, mentre i pianeti e le altre lune hanno preso forma più rapidamente». Il panorama di Titano è collinare perché vi sono elevazioni in genere di 2-300 metri e le vette più alte raggiungono al massimo gli 800 metri. Niente catene montuose, dunque, perché se vi fosse ad esempio grandi iceberg, data la natura del suolo soffice e plastico finirebbero per sprofondare.
OCEANO LIQUIDO - Ma c’è un mistero. «Forse sotto la crosta c’è un oceano liquido – racconta Iess – come ad esempio sulla luna gioviana Europa. Ora cercheremo di scoprirlo». Intanto in superficie sono distribuiti laghi di metano e la superficie è spazzata da piogge metanifere: l’ambiente dunque è infernale però il metano contiene molecole di carbonio, un elemento necessario alla vita. Ma da dove viene il metano? «Questo è un altro enigma – aggiunge Iess - perché dovrebbe scomparire nell’arco di un milione di anni se non fosse continuamente alimentato. Dunque l’ipotesi è che vi siano delle sorgenti di metano». Il prossimo obiettivo della ricerca? «Effettuare misure per scoprire l’eventuale presenza delle maree». Si aspettano altre scoperte.

 

 
Nei giorni 21/22/23 marzo osserviamo il "Signore degli Anelli" - Saturno in Opposizione

Tre serate, presso il nostro Osservatorio, dedicate all'Opposizione di Saturno

GUARDA IL TRAILER CLICCANDO SUL VIDEO

 
Tre serate speciali, che si aggiungono alle consuete serate mensili, dedicate all'osservazione del cielo invernale e, soprattutto, di Saturno, in Opposizione il giorno 22 marzo.
Anche se non mostrerà per intero i suo "anelli", ancora nella particolare configurazione quasi "di taglio", il "Signore degli Anelli" non esiterà a regalarci emozioni con i due potenti telescopi messi a disposizione dei visitatori presso il nostro Osservatorio Astronomico "San Lorenzo".
Per l'occasione, al posto della consueta "cartolina ricordo", abbiamo realizzato un piccolo video (vedi sopra): basta cliccarci sopra per aprirlo ed attendere pochi secondi per il "loading"!
 
Prenotazione obbligatoria telefonando al 328.8356836
 

Osservatorio Astronomico "San Lorenzo"
Via Agnesi, 1
Casarano (Lecce)

 

... IL TRAILER (attendi il loading):

 

 
   20 MARZO 2010:
 Alle 17:28 si entra nell'Equinozio di Primavera

Il Sole, nel suo moto annuo lungo l'eclittica, al momento dell'equinozio di primavera viene a trovarsi esattamente sull'equatore celeste nel punto gamma.

 
Il Sole sorge e tramonta rispettivamente ad Est e ad Ovest, e si trova esattamente nel punto di intersezione tra equatore celeste ed eclittica, denominato punto d’Ariete. Il giorno e la notte presentano la stessa durata.

Un equinozio è definito come l'istante in cui il Sole raggiunge una delle due intersezioni tra l'eclittica e l'equatore celeste. La parola "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale". Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni di ogni anno in cui il dì e la notte hanno la stessa durata. Per definire esattamente la lunghezza del giorno, l'alba comincia quando il Sole ha superato di metà l'orizzonte e il tramonto finisce quando il Sole è di metà sotto l'orizzonte. Usando questa definizione, la lunghezza del dì è esattamente 12 ore. Agli equinozi, il Sole sorge all'esatto est e tramonta all'esatto ovest.

Nell'emisfero settentrionale, l'equinozio di marzo (che cade il 20 o 21 Marzo) è l'equinozio di primavera, e l'equinozio di settembre (che cade il 22 o il 23 settembre) è l'equinozio d'autunno; nell'emisfero meridionale, questi termini sono invertiti.
Gli equinozi possono essere considerati anche come punti nel cielo. Anche se la luce diurna nasconde le altre stelle, rendendo difficile vedere la posizione del sole rispetto agli altri corpi celesti, il Sole ha una posizione definita relativa alle altre stelle. Mentre la Terra gira attorno al Sole, l'apparente posizione del Sole si sposta di un intero cerchio nel periodo di un anno. Questo cerchio è chiamato eclittica, ed è anche il piano dell'orbita della Terra proiettato sulla sfera celeste. Gli altri pianeti visibili ad occhio nudo (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) sembrano muoversi lungo l'eclittica poiché le loro orbite sono su un piano simile a quello della Terra.
L'altro cerchio nel cielo è l'equatore celeste, ovvero la proiezione dell'equatore terrestre sulla sfera celeste. Poiché l'asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell'orbita, l'equatore celeste è inclinato rispetto all'eclittica. Due volte l'anno, il Sole incrocia il piano dell'equatore terrestre. Questi due punti sono gli equinozi.
Il punto dell'equinozio di primavera del nostro emisfero è anche chiamato punto vernale (g), punto dell'Ariete o punto gamma (γ). Mentre quello dell'equinozio d'autunno è anche chiamato punto della Bilancia (ω). Tuttavia, a causa della precessione degli equinozi, questi punti non si trovano più nella costellazione da cui prendono il nome.
L'istante nel quale il Sole passa attraverso ogni punto di equinozio può essere calcolato accuratamente, così l'equinozio è un particolare istante, piuttosto che un giorno intero.

 

 
     19 MARZO 2010:
 Una ricerca NASA/Italia, gli anelli di Saturno sono di acqua e ghiaccio

Svelato il mistero

Gli spettacolari anelli di Saturno sono composti soprattutto da acqua ghiacciata. Lo dimostra uno studio pubblicato su Science al quale ha partecipato anche l'Italia con Gianrico Filacchione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). La ricerca, coordinata dal Centro Ames della Nasa, si basa sui dati inviati dalla sonda Cassini, frutto della collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).
Grazie a queste informazioni è stato possibile ricostruire per la prima volta struttura, composizione, evoluzione e dinamica degli anelli di Saturno. E' emerso, per esempio, che le particelle degli anelli principali (chiamati A e B) sono costituite per il 90%-95% di ghiaccio d'acqua, mentre quelle dell'anello C e della Divisione di Cassini sono contaminate probabilmente da carbonio e silicati di origine meteoritica.

Uno dei principali misteri degli anelli di Saturno, spiegano Asi e Inaf, è che le analisi agli infrarossi indicano che gli anelli sono composti di ghiaccio d'acqua puro, senza tracce di altri componenti, come anidride carbonica, ammoniaca o metano (osservati invece in piccole percentuali sulle lune ghiacciate di Saturno). Le analisi condotte nella luce visibile, invece, mostrano degli anelli "arrossati", diversi dal colore blu-bianco tipico del ghiaccio d'acqua. Dall'analisi condotta da Filacchione risulta che il grado di arrossamento degli anelli è strettamente legato con l'intensità delle bande del ghiaccio d'acqua osservate nell'infrarosso. Poiché entrambi questi parametri aumentano con lo stesso andamento nelle regioni degli anelli più dense, si può dedurre che la natura del materiale che assorbe la radiazione ultravioletta, e responsabile dell'arrossamento, sia legata al ghiaccio d'acqua presente nelle particelle.

 

 
    16 MARZO 2010:
Phobos, la luna di Marte, fotografato dalla sonda Mars Express

Dal fly-by del 7 marzo, il sesto sulla maggiore delle lune di Marte, è stato attivato lo strumento HRSC

Prosegue il lavoro di Mars Express, la sonda “marziana” dell’ESA realizzata con un importante contributo dell’ASI. Dopo aver effettuato il 3 marzo scorso il fly-by più ravvicinato di sempre a Phobos (la più grande delle lune del “pianeta rosso”), il 7 marzo è stata attivata la camera di bordo ad alta risoluzione HRSC (High Resolution Stereo Camera), con la quale sono state scattate le ultime immagini disponibili del satellite marziano. Nell’immagine qui a sinistra è evidenziata la supposta area di atterraggio per la missione russa “Phobos Grunt”, incaricata di portare reperti minerali del satellite sulla Terra e il cui lancio è in programma per il 2011. L’”avvicinamento” del sette marzo si è spinto fino a 107 km dalla superficie di Phobos ed è per la sonda ESA solo il sesto dei dodici in programma.

Tutte le “foto” qui riprodotte sono state “scattate” a 130 km di distanza dall’obbiettivo, con una risoluzione spaziale di circa 4,4 metri per pixel.

 
  12 MARZO 2010:
 400 anni fa Galileo Galilei pubblicava il "Sidereus Nuncius"

12 marzo 1610: il trattato di Astronomia più famoso della storia scientifica

Il Sidereus Nuncius (che si potrebbe tradurre in italiano Annuncio sugli astri) è un trattato di astronomia scritto da Galileo Galilei e pubblicato il 12 marzo 1610.
Grazie alla sua competenza nel fabbricare lenti, Galileo, che allora insegnava all'università di Padova, si dedicò con eccezionale alacrità al perfezionamento del suo "cannocchiale" e poté finalmente puntarlo verso il cielo utilizzandolo altrettanto magistralmente in campo astronomico. Durante le notti serene dell'autunno e dell'inverno successivi, scrutò sbalordito la volta stellata effettuando osservazioni talmente rivoluzionarie da far crollare l’intera impalcatura dell’astronomia e della cosmologia aristotelico-tolemaica.
Individuò delle rugosità (montagne e crateri) sulla superficie della Luna, fino ad allora ritenuta completamente liscia e composta di materia celeste incorruttibile. Poi, con l'osservazione delle luci e delle ombre proiettate dalla Terra sulla Luna, capì il movimento relativo fra i due corpi celesti. Passando quindi all'analisi della Via Lattea. Infine focalizzò la sua attenzione su Giove, di cui scoprì 4 satelliti naturali battezzati prima "pianeti cosmici" e poi "pianeti medicei" e, correlando la natura di tali satelliti a quella della Luna, stabilì che Giove era un pianeta simile alla Terra fra altri pianeti simili.
Nel suo latino asciutto e misurato, Galileo annunziò al mondo queste strabilianti scoperte nel Sidereus Nuncius. Il suo trattato ebbe una eco immediata e vastissima divenendo un pilastro della "nuova" scienza. Già all'indomani della sua pubblicazione l'ambasciatore inglese a Venezia, sir Henry Wotton, inviava a re Giacomo I una copia del volume anticipandogliene il contenuto ed evidenziandone la clamorosa importanza: «di queste cose, qui si discute in ogni dove... E l'autore rischia di diventare o eccezionalmente famoso o eccezionalmente ridicolo».
Nonostante qualche inevitabile polemica, Galileo vide riconosciute le sue scoperte da Keplero, divenne famoso in tutto il mondo (perfino in Cina, dove fu conosciuto come Chia-Li-Lueh) e, dopo il ritorno in Toscana come matematico e filosofo di corte del granduca Cosimo II de' Medici, fu accolto in pompa magna a Roma, dove entrò a far parte della prestigiosissima Accademia dei Lincei.
Qui tuttavia cominciarono i suoi problemi con il Sant'Uffizio, la congregazione pontificia che si occupava delle eresie.

 
     7 MARZO 2010:
Il terremoto del Cile ha accorciato il giorno e spostato l'asse terrestre

La Terra gira più velocemente e le giornate si sono accorciate di 1,26 milionesimi di secondo

Come avviene in tutti i grandi terremoti, anche il sisma di 8,8 gradi della scala Richter di sabato scorso al largo delle coste del Cile ha spostato l'asse terrestre e modificato la durata del giorno. La differenza è stata calcolata tramite un modello matematico complesso da Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California.
GIORNI PIÙ CORTI - Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l'interno della Terra. Come avviene nei pattinatori quando, durante la trottola, portano le braccia al petto e aumentano la velocità di rotazione, così capita al nostro pianeta. Masse più vicine al centro della Terra determinano una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno. Per la precisione, hanno calcolato Gross e i suoi colleghi del Jpl, il giorno si è accorciato di 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Una differenza molto piccola, ma permanente, che è addirittura sotto la soglia dell'osservazione diretta strumentale, che è di 5 microsecondi.
ASSE DI ROTAZIONE - Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'asse terrestre si è spostato di ben 12 centimetri.
EFFETTI - Questi cambiamenti, però, sono troppo piccoli per incidere in alcun modo sulla vita umana né sull'ambiente fisico terrestre. Boschi aggiunge che per ora i dati riportati sono stime e «stiamo aspettando le verifiche sperimentali che saranno effettuate nel centro dell’Agenzia spaziale italiana di Matera»

 

 
    4 MARZO 2010:
C'è ghiaccio d'acqua sul polo nord della Luna

Esperti della NASA: creazione e conservazione acqua sono processi attivi

Ci sono depositi di ghiaccio d'acqua in oltre 40 crateri disseminati vicino al Polo Nord della Luna.La scoperta, annunciata dalla Nasa, si deve ai dati pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters. Sono stati raccolti dalla sonda indiana Chandrayaan-1, che a settembre aveva scoperto l'acqua sulla Luna. Adesso emerge che sulla Luna la creazione, la migrazione, i depositi e la conservazione dell'acqua sono processi attivi.