Rivoluzione copernicana

Storia dell'Astronomia (indice)

 

LA TEORIA DI COPERNICO

La storia dell'astronomia ebbe una svolta decisiva nel XVI secolo, con il lavoro dell'astronomo polacco Niccolò Copernico. Nella sua grande opera Sulla rivoluzione dei corpi celesti (1543) egli analizzò criticamente la teoria tolemaica, mostrando che i moti planetari potevano essere spiegati assumendo che il Sole, anziché la Terra, occupasse una posizione centrale.

Il sistema copernicano, o eliocentrico, ricevette scarsa attenzione nell'ambiente scientifico e filosofico del tempo fino a quando non venne confermato dalle osservazioni compiute dall'astronomo italiano Galileo Galilei. Audace sostenitore della teoria copernicana, Galileo costruì un piccolo telescopio rifrattore per mezzo del quale scoprì quattro lune di Giove e osservò le fasi di Venere, mostrando che quest'ultimo pianeta orbita attorno al Sole. Convinto che almeno alcuni corpi celesti non orbitassero attorno alla Terra, egli iniziò una lunga opera di diffusione della teoria copernicana (vedi Sistema copernicano), entrando in acceso contrasto con le autorità ecclesiastiche e con l'ambiente filosofico.

SISTEMA COPERNICANO

 

 

LA TEORIA DI NEWTON

Dal punto di vista scientifico, il sistema copernicano era perlopiù una rielaborazione del sistema di orbite planetarie concepite da Tolomeo. Un passo decisivo fu compiuto intorno al 1610, quando l'astronomo Giovanni Keplero, rielaborando i dati raccolti dall'astronomo danese Tycho Brahe, pubblicò le tre leggi sperimentali sul moto dei pianeti, stabilendo che questi si muovono attorno al Sole percorrendo orbite ellittiche a velocità variabile.

L'interpretazione fisica delle leggi di Keplero venne fornita solo in un secondo tempo con la legge di gravitazione universale elaborata dal fisico britannico Isaac Newton.

SISTEMA COPERNICANO

Le premesse fondamentali della teoria copernicana consistono nell'ipotesi secondo cui la Terra ruota per la durata di una giornata sul proprio asse e, nell'arco dell'anno, attorno al Sole. Copernico dimostrò inoltre che i pianeti orbitano attorno al Sole e che la Terra, ruotando, effettua una precessione sul proprio asse (oscilla come una trottola). L'ipotesi copernicana manteneva numerose caratteristiche della cosmologia tradizionale, incluse le sfere che sostenevano i pianeti e le sfere finite più esterne che sostenevano le stelle fisse. La teoria eliocentrica sul moto dei pianeti aveva tuttavia i seguenti vantaggi: dava conto dell'apparente moto giornaliero e annuale del Sole e delle stelle; forniva una spiegazione chiara del moto retrogrado di Marte, Giove e Saturno, nonché il motivo per il quale Mercurio e Venere non superavano mai una determinata distanza dal Sole. La teoria copernicana affermava inoltre che la sfera delle stelle fisse era immobile.

Un'altra importante caratteristica della teoria copernicana è che essa consentiva una nuova disposizione dei pianeti in base ai loro periodi di rivoluzione. Nell'universo di Copernico – diversamente da quanto accadeva in quello di Tolomeo – maggiore è il raggio dell'orbita di un pianeta, maggiore è il tempo impiegato dal pianeta per compiere un giro intorno al Sole. L'idea che la Terra ruotasse intorno al Sole non era tuttavia accettabile per la maggior parte degli studiosi del XVI secolo; alcune parti della sua teoria furono adottate, mentre il fulcro fu ignorato o comunque rifiutato.

Tra il 1543 e il 1600 i copernicani costituivano una sparuta minoranza. La maggior parte di essi era estranea all'ambiente accademico e operava presso le corti di principi, nobili o sovrani; i più famosi, Galileo e l'astronomo tedesco Giovanni Keplero, riconducevano il loro favore al sistema copernicano a ragioni diverse. Nel 1588 una posizione intermedia fu sviluppata dall'astronomo danese Tycho Brahe.

Dopo la condanna della teoria copernicana, determinata dal primo processo intentato contro Galileo dalla Chiesa nel 1615-16, alcuni filosofi appartenenti all'ordine dei gesuiti rimasero segretamente fedeli alle tesi copernicane, mentre altri adottarono il sistema eliostatico di Brahe. Nel tardo XVII secolo, con l'avvento del sistema della meccanica celeste proposto da Isaac Newton, i maggiori pensatori inglesi, francesi, olandesi e