Si tratta della
McNaught C/2009 R1,
un bell'astro
chiomato dalla testa
compatta, da cui
diparte una lunga e
sottile coda di
plasma.
La McNaught aveva
iniziato a
dimostrarsi
interessante già
verso metà maggio,
quando, a dispetto
delle previsioni,
aveva magnitudine
8,5 anziché 10. Nel
giro di tre
settimane si è poi
portata al limite di
visibilità ad occhio
nudo e in questi
giorni è fra la 5a
e la 6a.
La si rintraccia
con facilità
utilizzando un
binocolo e
puntandolo prima
dell'alba verso
l'orizzonte di
nord-est a
un'altezza di circa
15°, in direzione
della costellazione
del Perseo (apri la
cartina).
Trattandosi di una
cometa al suo primo
passaggio nel
sistema solare
interno (si è
avvicinata infatti
seguendo un'orbita
iperbolica), è
praticamente
impossibile
prevedere ulteriori
e improvvisi aumenti
di luminosità ed è
quindi un oggetto da
seguire con
particolare
interesse. Il
periodo migliore per
farlo è proprio
questo: giovedì 10
giugno a mattina è
passata 1° a nord
dell'ammasso M34,
mentre il 13 giugno
sarà 3° a sud di
Mirfak (l'alfa del
Perseo).
Considerando altezza
sull'orizzonte,
chiarore del cielo e
presenza della Luna,
le migliori
condizioni di
visibilità si
avranno a metà
giugno,
dopodiché la
McNaught continuerà
ad abbassarsi di
circa 1° al giorno,
andando incontro al
Sole e perdendosi
nei suoi bagliori a
fine mese, quando le
previsioni più
ottimistiche
indicano una
magnitudine massima
pari a 2.
Raggiungerà il
perielio il 2 luglio
e la sua distanza
dalla Terra non
scenderà mai al di
sotto di 1,135 unità
astronomiche.
Tutto sommato, ne
vale la pena
osservarla!
