Due curiosità
relative al nostro satellite sono recentemente
salite agli onori delle cronache spaziali. La
prima riguarda il ritrovamento, su immagini ottenute
tramite il Lunar Reconnaissance Orbiter della
NASA, di un riflettore laser smarrito quasi 40
anni fa sulla superficie del nostro satellite,
nel corso della missione sovietica Luna 17, che
aveva trasportato il
Lunokhod 1, un rover
destinato all'analisi di rocce e polveri.
La missione iniziò il 17 novembre 1970 e proseguì fino al 14 settembre 1971, quando si persero definitivamente i contatti. Il riflettore ora ritrovato (immagine di sinistra) ci mostra la zona in cui, molto probabilmente, cessarono le operazioni.
La seconda curiosità riguarda l'individuazione in una ristretta regione equatoriale della Luna di una mini magnetosfera, una sorta di bolla magnetica che protegge la superficie dalle venefiche radiazioni solari. La scoperta è decisamente interessante e si cercherà quanto prima di stabilire se ne esistono altre, che ampiezza hanno e soprattutto qual è la loro durata, quindi se sono strutture magnetiche stabili su lunghi periodi.
In caso di futuri sbarchi umani potrebbe essere conveniente scendere proprio in siti protetti da simili bolle magnetiche, e anche eventuali insediamenti permanenti potrebbero trarre giovamento da quel particolare scudo. L'unico inconveniente che sembrerebbe esserci risiede nella ridotta efficienza di ricarica dei dispositivi a energia solare.
La missione iniziò il 17 novembre 1970 e proseguì fino al 14 settembre 1971, quando si persero definitivamente i contatti. Il riflettore ora ritrovato (immagine di sinistra) ci mostra la zona in cui, molto probabilmente, cessarono le operazioni.
La seconda curiosità riguarda l'individuazione in una ristretta regione equatoriale della Luna di una mini magnetosfera, una sorta di bolla magnetica che protegge la superficie dalle venefiche radiazioni solari. La scoperta è decisamente interessante e si cercherà quanto prima di stabilire se ne esistono altre, che ampiezza hanno e soprattutto qual è la loro durata, quindi se sono strutture magnetiche stabili su lunghi periodi.
In caso di futuri sbarchi umani potrebbe essere conveniente scendere proprio in siti protetti da simili bolle magnetiche, e anche eventuali insediamenti permanenti potrebbero trarre giovamento da quel particolare scudo. L'unico inconveniente che sembrerebbe esserci risiede nella ridotta efficienza di ricarica dei dispositivi a energia solare.
